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SOCIETA'

ECONOMIA

Alla ricerca di un'identità

Secondo i parametri dell’Unesco, più di un terzo della popolazione mongola è “povera” mentre un quinto è “molto povera”. La siccità estiva e il grande gelo invernale rappresentano una trappola mortale per il bestiame. Ai nomadi non resta che dirigersi verso la capitale ma come per Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure raccontato dal regista Kurosawa, la vita in città è un suicidio per chi ha da sempre solo i ritmi della natura come riferimento. La Mongolia sta cercando una nuova identità. Anzi, vorrebbe ritrovare il suo antico orgoglio, quello che nel XIII secolo aveva mosso Gengis Khan fino a riunire il più esteso impero della storia. Le vecchie generazioni restano disperatamente ancorate a tradizioni millenarie, anche se a Ulaanbaatar si assiste a un vertiginoso cambiamento di rotta. I giovani sono stati contagiati dalle tentazioni consumistiche importate dal Giappone, dalla Corea e dall’Occidente: girano con occhiali da sole, capelli tinti di biondo, scarpe griffate e T-shirt con scritte in inglese. E anche la prostituzione sta assumendo contorni preoccupanti, in misura direttamente proporzionale all’aumento del turismo: le autorità sanitarie hanno rilevato un solo caso di Aids fino al 1999, ma già in questi ultimi anni il contagio sembra avere colpito almeno un centinaio di ragazze. Altre zone del paese sono scosse da vane speranze di arricchimento. Dal 2005 è esploso il fenomeno dei “ninja”, migliaia di disperati che hanno preso d’assalto le esauste miniere d’oro della provincia di Zaamar (regione di Tuv), trasformandola in un nuovo Klondike. Ore di lavoro sfibrante per setacciare, quando va bene, minuscole pagliuzze d’oro. Il lavoro si svolge soprattutto nelle ore notturne, alla luce fioca di una pila. Qualcuno racconta del ritrovamento di una pepita da 15mila dollari ma è solo un ulteriore, crudele miraggio. Il massimo che un Ninja ha raccolto sono 3 grammi d’oro equivalenti a circa 47 dollari. Ma dopo avere scavato nel fango per tutta la notte a mani nude, ricoperti da teli verdi per potersi nascondere quando arriva la polizia: da qui l’autodefinizione di Ninja, come i guerrieri che compaiono e spariscono in un baleno. A Ulaanbaatar, come in altre zone remote del Paese, sono sempre più diffusi i “Lombard”, veri e propri monti di pietà dove i nomadi lasciano, in cambio di pochi dollari, gli oggetti più preziosi di famiglia sapendo già di non poterli più recuperare. Ma dall’autunno del 2009, con il via all’apertura e lo sfruttamento di immani miniere d’oro, di rame e d’uranio, il destino dell’economia mongola (e purtroppo anche della sua integrità ambientale) sembra destinato a cambiare radicalmente.

I nomadi e la morte bianca
di Silvana Cappuccio

L’economia della Mongolia si basa tradizionalmente sull’allevamento di bestiame, come pecore, capre, mucche, cammelli, cavalli e, più limitatamente, sull’agricoltura (orzo, frumento, vegetali, foraggi). Le principali attività industriali sono l’edilizia e i materiali da costruzione; il settore alimentare e dell’abbigliamento; le miniere di carbone, rame, alluminio, tungsteno e oro; la trasformazione di prodotti animali, il cashmere e la manifattura di fibre naturali. Il Paese attraversa oggi una fase di complessiva crescita economica, dopo quasi vent’anni di duri stenti. In seguito al crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, è scoppiata una profonda crisi economica e sociale, poiché l’Urss garantiva oltre un terzo dell’assistenza e provvedeva a buona parte dei servizi essenziali, come sanità, istruzione ed energia. Venuto meno questo appoggio, da un giorno all’altro la popolazione mongola ha dovuto affrontare un vero e proprio stato di emergenza e di povertà, in un contesto di recessione aggravato dalle ripercussioni della crisi finanziaria asiatica della fine degli anni Novanta. In quello stesso periodo, la Mongolia ha conosciuto una crisi ambientale chiamata zud, ovvero morte bianca, con estati brevi e inverni molto rigidi, che hanno raggiunto anche meno 50 gradi. Lo zud ha colpito pesantemente gli animali, che danno alla popolazione quanto serve per vivere: cibo, trasporto, calore e abbigliamento. A causa dello zud molti pastori sono stati costretti a trasferirsi nelle città. Proprio in quel periodo la popolazione di Ulanbataar è raddoppiata. Ora sull’economia mongola soffiano nuovi venti di progresso e crescita, anche grazie al tentativo del governo di lanciare un sistema di libero mercato, liberalizzare il commercio interno ed esterno e ristrutturare i settori del credito e dell’energia. La Mongolia importa, soprattutto dalla Russia, dalla Cina e dal Giappone, macchinari, benzina, automobili, prodotti alimentari, chimici, materiali da costruzione, zucchero e the. Esporta rame, abbigliamento, prodotti animali, cashmere, lana e pelli, principalmente in Cina, che rimane il principale mercato di sbocco. Negli ultimi anni il tasso di crescita è stato dell’8,4 per cento, anche grazie agli alti prezzi del rame e alla produzione di oro. Questa crescita non ha però migliorato lo standard di vita della popolazione, poiché un mongolo su tre vive ancora al di sotto della soglia di povertà. Il salario minimo per legge non arriva a 50 euro al mese. Nella capitale Ulanbataar prospera un’economia sommersa diffusa, alimentata dall’alto numero di persone disoccupate e in cerca di lavoro, dopo il drastico taglio degli impiegati pubblici.

Istruzioni per “conquistare” la Mongolia

Ha conquistato la Mongolia con l’appeal italiano e con il rigore di chi si sente “metà svizzero”. Alberto Colombo è un comasco che ha girato il mondo per la sua attività di consulenza a tutto tondo, dalle attività aeroportuali alla moda, dalla farmaceutica al turismo. Ed è finito in Mongolia, innamorandosi di questo Paese tutto da inventare. La sua foto è finita a piena pagina, come le star, su una rivista di moda di Ulaanbaatar, equivalente mongolo di Vogue, esempio di intraprendenza ed eleganza made in Italy.

Come ha conquistato la terra di Gengis Khan?

“La Mongolia è aperta agli stranieri che vogliono costruire insieme il futuro. Purtroppo spesso si ritrova a che fare con persone senza scrupoli e che hanno solo interessi personali. Io sono rimasto affascinato da questo popolo che mi ha coinvolto nel suo impegnativo ed entusiasmante programma di passaggio da un’economia di tipo statale all’apertura del mercato e delle privatizzazioni”.

Dove sta andando la Mongolia?

“È un paese con una realtà dinamica e in continuo sviluppo. Nel 2006 la crescita del prodotto interno lordo è stata del 7,5 per cento, nel 2007 è andata ancora meglio, prima della crisi che non ha risparmiato nessuno. Per il suo ruolo cruciale nello scacchiere asiatico avrà presto un ruolo di primo piano anche dal punto di vista politico ed economico”.

Quali sono gli investimenti giusti?

“Le autorità e le imprese mongole stanno agevolando investimenti di aziende straniere disposte a collaborare per il know how e la tecnologia, anche sulla base di jointventure con partner locali. I principali campi da tenere d’occhio sono quello minerario, l’allevamento (in particolare capre da cashmere) e il turismo”.

Quali sono oggi i rapporti commerciali tra Italia e Mongolia?

“L’Unione Europea ha da poco aperto a Ulaanbaatar una sede operativa, seguendo l’esempio di Russia, Cina, Corea e Giappone. Si prevede che i rapporti con l’Italia si svilupperanno nel futuro, specie nei settori di educazione, sanità, infrastrutture e industria leggera. Questo processo sarebbe facilitato dall’apertura di ambasciate a Roma e a Ulaanbaatar che promuovano relazioni bilaterali”.

L’Italia ha cominciato a manifestare più attenzione alla Mongolia. Ad esempio il sindaco di Milano Letizia Moratti ha annunciato l’avvio di progetti di cooperazione in vista di Expo 2015.

“E’ vero, anche se si tratta di un processo graduale verso una realtà ancora tutta da inventare come la Mongolia.

Business e sostegno sociale devono però andare di pari passo. Lei è anche coinvolto in progetti di aiuto alla Mongolia?

“Nel 2008 una missione di chirurghi pediatri italiani dell’associazione Wopsec ha effettuato visite e interventi gratuiti presso l’ospedale interregionale di Arvaikheer cui è seguita un’importante fornitura di anestetici da parte di una società farmaceutica distribuiti a 29 strutture ospedaliere in tutto il paese grazie ad un accordo con il Ministero della Sanità mongolo. Sono in fase di realizzazione avanzata nuovi progetti di ampio respiro che, oltre a Wopsec, vedono impegnati gli Ospedali Riuniti di Bergamo - affiancati alla Regione Lombardia - e l’associazione Help for Chidren di Conegliano sostenuta dalla Regione Veneto. Ma non basta mai.

 

 

La benzina aumenta tre volte in un mese: è polemica

14 agosto 2009 La Mongolia come l’Italia. Il prezzo della benzina aumenta in continuazione senza apparente motivo. Il carburante è arrivato a costare la cifra record di 1.300 tugrug (0,65 euro) al litro. Il Governo ha accusato gli importatori di avere ritoccato i prezzi tre volte in un mese e senza alcun preavviso alle autorità. La responsabilità, secondo gli importatori, è da attribuire alla compagnia russa Rosneft da cui la Mongolia dipende in modo massiccio. Nella foto, un distributore di carburante (foto Paula Causin)

 

 

Louis Vuitton apre un negozio a Ulaanbaatar

20 giugno 2009 Il primo marchio del lusso apre in Mongolia. Louis Vuitton, una delle maggiori griffe mondiali per il fascino che esercita e per il fatturato, ha deciso di inaugurare il prossimo ottobre un negozio a Ulaanbaatar. "Saremo il primo luxury brand ad approdare su questo mercato - dice Pietro Beccari, manager dell'azienda francese - e ad aprire nuove frontiere di vendita in linea con quello spirito pionieristico che ha segnato la storia del nostro marchio".

 

Anche la Mongolia al vertice cinese per affrontare la crisi economica

13 aprile 2009 Ci sarà anche la Mongolia tra i protagonisti del vertice previsto dal 17 al 19 aprile nella regione cinese di Hainan per fronteggiare la crisi nel continente asiatico. Insieme al premier mongolo Sanj Bayar, parteciperanno al forum i presidenti e i primi ministri di Cina, Pakistan, Kazakistan, Myanmar, Vietnam, Nuova Zelanda, Thailandia, oltre all'ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush e l'ex premier giapponese Fukuda. "Ci auguriamo che i cervelli di diverse comunità - ha detto il portavoce del Ministro degli Esteri cinese Jiang Yu - possano contribuire con la loro saggezza ad aiutare i paesi asiatici ad affrontare la crisi finanziaria".

 

Accordi economici fra Russia e Mongolia

trecento milioni di dollari stanziati per l'agricoltura

20 marzo 2009 Mongolia e Russia ancora più vicine. I due premier, rispettivamente Sanjaagin Bayar e Vladimir Putin (foto a destra), hanno siglato una serie di accordi economici che prevedono uno stanziamento di 300 milioni di dollari da destinare allo sviluppo agricolo mongolo (metà entro il 2009). I due leader hanno concluso l'accordo anche per una joint-venture nel settore ferroviario e per proseguire l'addestramento degli ufficiali mongoli in territorio russo. Mosca resta il primo partner commerciale con Ulaanbaatar: nel 2008 gli scambi bilaterali sono stati pari a 1,3 miliardi di dollari. Nel 2003 la Russia aveva annullato il debito della Mongolia, pari a 11 miliardi di dollari 

 

Quattro imprenditori bergamaschi costruiranno strade in Mongolia

"Qui il governo va incontro alle aziende, e i pagamenti sono anticipati"

27 gennaio 2009 "Il lavoro cala, noi andiamo in Mongolia - Dalla Val Seriana e da Spinone ad Ulan Bator per realizzare strade: la sfida di quattro imprenditori edili". La storia, raccontata dal quotidiano L'Eco di Bergamo del 10 gennaio 2009, è davvero singolare. Con la crisi e la difficoltà di reperire ordini in Italia, i quattro intraprendenti bergamaschi hanno fondato l'azienda Baserose e hanno deciso di spingersi fino in Mongolia, dove il lavoro non manca e la burocrazia sembra più spiccia che da noi. "Pochi giorni fa - si legge sull'articolo di Guerino Lorini - il governo mongolo ha confermato alla ditta italiana un primo importante lavoro per l'equivalente di circa 80 milioni di euro: la realizzazione di una strada di oltre 100 chilometri per unire la capitale Ulan Bator a un nuovo bacino minerario". "Al ministero mongolo - spiega uno degli imprenditori - sanno come lavoriamo in Italia e sono ben contenti di averci. In Mongolia, contrariamente a quanto accade da noi, il governo cerca di andare incontro alle esigenze dell'azienda. La pubblica amministrazione non solo paga nei tempi previsti, ma anche in anticipo". E' prevista l'assunzione immediata di un centinaio di operai locali e di uno staff tecnico bergamasco. La Baserose è la prima azienda italiana che in Mongolia è incaricata di progettare e realizzare nuove arterie stradali.

 

Libertà economica: la Mongolia ancora meglio dell'Italia

19 gennaio 2009 Ancora una volta la Mongolia batte l'Italia in libertà economica. Nella classifica compilata annualmente dal Wall Street Journal in collaborazione con la Heritage Foundation il nostro Paese occupa solo il 76° posto mentre la Mongolia è 69esima. Nella speciale graduatoria che tiene conto dei vari fattori che rendono più o meno libero un Paese dal punto di vista dell'economia,  trionfa Hong Kong seguita da Singapore e dall'Australia. L'Irlanda, quarta, è prima in Europa.

 

Quattro centraline contro l'inquinamento
installate nel centro di Ulaanbaatar
12 gennaio 2009 Non solo festeggiamenti per i 370 anni della capitale mongola. A Ulaanbaatar si pensa anche alla qualità della vita. Quattro centraline sono state installate nel centro città per tenere monitorata la qualità dell’aria. In particolare le postazioni offrono informazioni sui livelli di ozono, monossido di carbonio e anidride solforica. Ulaanbaatar, che è la capitale più fredda del mondo, durante il lungo inverno soffre molto il problema dell’inquinamento a causa del massiccio utilizzo del riscaldamento a carbone. Nella foto, una delle quattro centraline in funzione a Ulaanbaatar.


Latte cinese ritirato dal commercio in Mongolia
22 ottobre 2008 Le autorità mongole hanno ritirato dal commercio nei giorni scorsi tutti i prodotti a base di latte di provenienza cinese, a seguito dei gravi casi di avvelenamento da melamina che si sono verificati in Cina, dove sono oltre 50.000 i bambini ricoverati per aver bevuto latte inquinato. La Mongolia importa dalla Cina dalle 100 alle 150 tonnellate di latte Yili, una quantità che rappresenta il 20% del mercato del latte dell'intero Paese ed è usato principalmente nelle scuole. Le autorità sanitarie riferiscono che in Mongolia non risultano casi di bambini ricoverati in seguito ad avvelenamento da latte. Nella foto, una delle confezioni di latte sequestrata.

 

Costo della vita alle stelle in Mongolia: aumentano pane e benzina

Sfilano in ventimila per chiedere al Governo di calmierare i prezzi

18 aprile 2008 Oltre ventimila dimostranti hanno sfilato pacificamente per le vie di Ulaanbaatar per protestare contro l'enorme aumento del costo della vita in Mongolia. Alle stelle il prezzo del pane, del riso, della carne, del grano e della farina: quattro mesi fa 25 chili di farina costavano 7,70 dollari, oggi si arriva a 21,30. Il massiccio aumento della benzina è destinato a far decollare i prezzi anche dei viaggi turistici, sia per il trasporto in fuoristrada che per quello con gli aerei interni. Ma al di là del turismo, migliaia di mongoli rischiano di morire di fame e i sindacati minacciano lo sciopero generale se il Governo non farà in modo di calmierare i prezzi impazziti.

 

Febbraio glaciale, morti due allevatori e migliaia di animali

3 marzo 2008 Le durissime condizioni del tempo in Mongolia hanno ucciso due allevatori e oltre 16.000 capi di bestiame.  Lo riferisce la NEMA (Agenzia nazionale per le emergenze):"I due nomadi mancavano all'appello da quando erano partiti per prendersi cura dei propri animali, nel corso di una terribile tempesta di neve, quando il gruppo di 20 soccorritori li ha ritrovati non ha potuto far altro che constatarne la morte". Le ultime pesanti nevicate hanno causato un'ecatombe di animali: 5.372 i capi di bestiame morti nello Zavkhan, 3.070 nel Khentii e 7.940 nell'Uvs.Le temperature sono scese a -38°C nella regione del Darkhad, ma nella regione occidentale di Uvs le condizioni climatiche erano addirittura peggiori, con la temperatura scesa fino a -51°C nell'area dei laghi. Il Governo ha inviato alcuni camion con oltre 300 tonnellate di mangime nelle zone dove le condizioni climatiche degli ultimi due mesi sono state più dure.
 

La Mongolia appoggia Milano come sede Expo 2015

Avviata collaborazione economica fra i due Paesi

25 febbraio 2008 La Mongolia dice: Milano. Il ballottaggio con Smirne per ospitare la prestigiosa rassegna internazionale ha un voto in più a favore della metropoli italiana dopo l'incontro nei giorni scorsi tra rappresentanti di istituzioni italiane e mongole. Sambuu Demberel, presidente della camera di commercio mongola ha siglato insieme a Bruno Ermolli, presidente di Promos della Camera di Commercio di Milano (nella foto) hanno tra l'altro siglato un accordo di collaborazione economica tra i due Paesi con "opportunità di sinergie e grandi progetti". Tra gli obiettivi, la condivisione di informazioni e servizi di consulenza nella realizzazione di opportunità bilaterali di business tra imprese italiane e mongole: saranno incoraggiate iniziative di joint venture e altre forme di cooperazione. Staremo a vedere.
 

Sotto controllo l'influenza equina

19 febbraio 2008 L'influenza equina che ha duramente colpito il patrimonio faunistico della Mongolia è ora sotto controllo. L'annuncio è stato dato dal portavoce dell'Autorità generale per le emergenze nel corso di una conferenza stampa che ha evidenziato il pesante bilancio dell'epidemia: dall'ottobre 2007 sono stati oltre 130.000 i cavalli infettati, la maggior parte curata con esito positivo, ma 118 cavalli sono morti. Altri 200.000 sono in cura. Anche se l'influenza equina non ha nessuna ripercussione sugli esseri umani, è una malattia che può rivelarsi devastante in un Paese con un patrimonio equino di oltre due milioni di cavalli. Si ritiene che il virus influenzale sia entrato in Mongolia attraverso il confine con la Cina: anche in questo Paese si sta lavorando attivamente per contenere al massimo il diffondersi dell'epidemia (foto di Federico Pistone).

 

Economia: Mongolia più libera dell'Italia

28 gennaio 2008 L'economia della Mongolia è più libera di quella italiana. Lo rivela lo studio effettuato dall'Istituto Bruno Leoni sull'Indice della libertà economica mondiale del 2008. Al primo posto c'è Hong Kong, considerata libera al 90,3%. L'Italia è classificata al 64° posto (libera al 62,5%) ed è preceduta dalla stessa Mongolia, 62° posto in graduatoria.

 

Dalla Cina alla Germania attraverso la Mongolia:
dal 2009 pronto il nuovo servizio di treno merci

10 gennaio 2008 Nei primi mesi del 2009 sarà operativo il nuovo servizio treno merci che collegherà la Cina alla Germania, attraversando anche la Mongolia. Si chiamerà Trans-Asian Railway. Le autorità cinesi dichiarano che sono in corso i test per il nuovo percorso. Attualmente le merci impiegano quaranta giorni per raggiungere l'Europa via mare: si prevede che con la nuova ferrovia questo tempo sarà ridotto a soli venti giorni. Il treno Pechino-Amburgo attraverserà Cina, Mongolia, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania. Dopo i test si incontreranno i rappresentanti dei rispettivi governi, che dovranno valutare come velocizzare il transito adottando regole doganali standardizzate e suggerendo possibili miglioramenti del sistema.