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PERSONAGGI

SUBOTAI

UN GENERALE MODERNO E GENIALE

Subotai (traslitterato anche in Subedei, Subutai o Sabotai) fu il principale protagonista delle conquiste di Gengis Khan e, successivamente, di Ogodei. Eccezionale stratega e coraggioso guerriero, il generale Subotai (a destra, in un dipinto su olio dell'artista mongolo Erdenebileg) adottò tattiche militari di straordinaria raffinatezza che permisero all'esercito mongolo di conquistare l'impero più vasto della storia. Le sue campagne militari spaziarono da oriente a occidente, con esiti sempre favorevoli. I suoi piani bellici erano semplici e geniali: mentre il grosso dell'esercito a cavallo avanzava lentamente formando un semicerchio, una piccola avanguardia galoppava verso il nemico, costringendolo ad attaccarla. Questo drappello di kamikaze ante litteram faceva improvvisamente dietrofront fingendo di scappare e portandosi dietro gli avversari all'inseguimento. Nel frattempo, i guerrieri mongoli chiudevano lo schieramento a tenaglia, intrappolando il nemico e massacrandolo con una pioggia di frecce. 

 

LA CONQUISTA DELL'EUROPA

Subotai aveva anche introdotto una vera e propria "intelligence" di spie che si mescolavano al nemico e, grazie alla velocità e alla resistenza dei cavalli, potevano riferire le sue mosse in tempi brevissimi al quartier generale mongolo. Il generale era anche molto attento alle condizioni climatiche e alla morfologia del campo di battaglia. Insomma, non lasciava nulla al caso. Subotai (a sinistra, in un'antica iconografia cinese) fu l'artefice della conquista europea. Dopo avere  sottomesso i territori russi, nel 1241 conquistò il regno dei Bulgari, sottomise Cracovia e mise in ginocchio l'Ungheria. Nonostante i disperati tentativi del re Bela IV, nella notte del 10 aprile 1241 i Mongoli incendiarono Pest anche grazie all'utilizzo di proiettili di fuoco lanciati con le catapulte: 40.000 ungheresi morirono in quell'assalto. Per motivi ancora misteriosi, ma la storia tende a spiegarlo con la morte improvvisa del Khan Ogodei (1241), Subotai - che era alle porte di Vienna -  si ritirò improvvisamente quando già  tutta l'Europa, Italia compresa, era già rassegnata a essere sopraffatta dai Mongoli. Subotai si ritirò nelle pianure meridionali della Russia dove morì nel 1245. (nel disegno a destra, Subotai viene descritto come un giustiziere spietato dei cristiani d'Europa).

LA DICHIARAZIONE DI GENGIS KHAN

“Mi farò topo per rubare il cibo e conservarlo per te. Mi farò corvo per catturare anche la più piccola briciola da donarti. Mi farò feltro per coprirti e per avvolgermi insieme a te”.

Gengis Khan dedicò queste parole da innamorato non a una delle sue cinquecento meravigliose donne ma a Subotai, il pastore delle renne prelevato dalla taiga con l’incarico di conquistare il mondo. Lo riferisce la Storia segreta dei Mongoli, l’epopea tutta sangue e orgoglio compilata da un anonimo del XIII secolo per esaltare le gesta di Temucin  diciassette anni dopo la sua morte. Il signore degli oceani, lo spietato condottiero dell’orda d’oro, il padrone dell’impero più vasto della storia si sarebbe fatto topo, corvo e feltro in nome dell’amicizia e della stima per quell’uomo che in pochi anni era diventato lo scacco più pregiato del suo esercito.

DAL POPOLO DELLE RENNE

Nella biografia di Gengis Khan, Harold Lamb ricostruisce il primo impatto con Subotai: “Meno impetuoso, ma più sagace del generale Cepé, era Subotai. Veniva dal popolo delle renne. In lui esisteva qualcosa della tenacia e della feroce determinazione di Temucin. Nell’imminenza dello scontro con i Tatari, il khan chiese un ufficiale disposto a guidare il primo assalto. Subotai si fece avanti e, dopo essere stato lodato per il suo gesto, venne invitato a scegliersi cento guerrieri di prim’ordine come guardia del corpo. Subotai rispose che non desiderava farsi accompagnare né scortare da nessuno. Intendeva andare da solo, precedendo l’orda. Subotai disse poi al giovane khan che s’impegnava a difenderlo dai suoi avversari allo stesso modo che il panno protegge le membra dai soffi del vento”.

 

MAESTRO DI ROMMEL E PATTON

“Due dei più famosi generali della seconda guerra mondiale, Erwin Rommel e Gorge Patton – ci ricorda Stefano Malatesta nel “Cammello battriano” – sono stati degli ammiratori del leggendario Sabotai, uno dei migliori comandanti di Gengis”. Nell'immagine a sinistra, la copertina dell'unica biografia esistente sul generale: "Subotai the Valiant - Genhhis Khan's Greatest general" (Subotai il valoroso, il più grande generale di Gengis Khan: vedi frontespizio a sinistra), scritto dall'americano Richard A. Gabriel, esperto di strategie militari e docente al Department of Strategy del U.S. Army War College.