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TRADIZIONI

MEDICINA MONGOLA

La medicina mongola rappresenta una tradizione che si è formata e sviluppata gradualmente nel corso di una pratica millenaria. E' il riassunto delle esperienze di generazioni e una gemma della saggezza ottenuta dal popolo mongolo nella lotta contro le malattie. E' anche una scienza dai vivaci colori etnici e dalle peculiarità regionali. Ha le caratteristiche del piccolo dosaggio di medicinali, buoni effetti, basso costo e praticità.

 

LE TRE RADICI DELLA VITA

La medicina mongola spiega i fenomeni fisiologici e patologici con le relazioni tra le tre radici “Hi”, “Shara” e “Badgan”.

HI  si riferisce alla forza motrice delle funzioni fisiologiche. Il pensiero, il linguaggio, i gesti e tutte le attività funzionali dei vari organi vi sono soggetti. Se Hi funziona in modo anomalo provoca l’indebolimento delle funzioni degli organi interni, con disturbi mentali, insonnia e  smemoratezza.

SHARA significa calore, ed agisce sulla temperatura del corpo, sull’energia termica dei complessi di organi e sullo spirito, rinvigorendolo. Con un eccesso di Shara compaiono malattie calde, come alito cattivo, vomito acido ed irrequietezza mentale.

BAGDAN è una sostanza tipo muco che presenta caratteristiche fredde. Se il Badgan funziona in modo anomalo, oltre ai sintomi freddi, appaiono anche fenomeni di aumento delle secrezioni a causa del ristagno di liquidi nel corpo. (illustrazione a sinistra: scehma anatomico della medicina tradizionale mongola.  Da "Mongolia" (Erizzo, 1992)

 

 

LA TERAPIA DEL SALASSO

Si penetra con un ago nelle vene superficiali procedendo ad un salasso, con la fuoriuscita del sangue malato, raggiungendo l’obiettivo di cura e prevenzione delle malattie. La terapia del salasso è usata principalmente nella cura delle malattie calde provocate dal sangue o dalla Shara, per esempio la febbre alta, gran calore, febbre epidemica, foruncoli, ulcera, artropatia e tubercolosi. Il salasso si suddivide in due fasi, ossia i preparativi e il salasso vero e proprio.

 

LA TERAPIA DELLA COPPETTA

Questa terapia combina l’applicazione della coppetta al salasso: prima si applica una coppetta su un certo punto, poi la si estrae, trafiggendo leggermente con un ago triangolare la parte gonfia, quindi si applica di nuovo la coppetta, assorbendo il sangue cattivo e il pus, al fine di raggiungere l’obiettivo di migliorare la circolazione del sangue e curare le malattie. Applicando la terapia, si scelgono principalmente i punti del corpo con muscoli robusti ed elastici, senza ossa rilevanti e peli. La caratteristica della terapia è la rapida efficacia, la brevità del ciclo, la facilità e l’assenza di dolori e rischi. (nella foto coppette per salasso in vetro soffiato del XVII secolo da www.abocamuseum.it)

 

LA TERAPIA DELLA MOXIBUSTIONE

La moxibustione è una terapia che utilizza erbe speciali da bruciare su certe parti del corpo, costituendo una parte della suffimu suffumigazione. E’ suddivisa in moxibustione mongola, di Baishanji, Xiheliu e tiepida.

LA TERAPIA CON YOGURT DI CAVALLA

Si tratta di una tradizionale terapia alimentare dell’etnia mongola in grado di rendere robusto il corpo e curare varie malattie, in particolare ha evidenti effetti sullo choc da ferite, il soffocamento ed il dolore alla zona del precordio. Secondo le ricerche, lo yugurt di latte di cavalla contiene molti elementi efficaci e  utili alla salute, come zuccheri, proteine,  grassi e vitamine, in particolare la vitamina C. Inoltre contiene aminoacidi, acidi del latte, enzimi e micro elementi. (foto di Federico Pistone)

 

 

 

 

LA TERAPIA ORTOPEDICA

La terapia ortopedica della medicina mongola ha spiccate caratteristiche etniche, e si concentra nella cura delle fratture, le slogature e i danni alle strutture morbide. Si suddivide in sei fasi, ossia riaggiustamento, fissazione, massaggio, bagno medicinale, medicazione ed allenamento delle funzioni. Svolge i ruoli di disintossicare, sciogliere i muscoli e far circolare il sangue. (da china abc)

 

MEDICINA POPOLARE MONGOLA: CONSIGLI DA... NON SEGUIRE

da "Mongolia - L'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" di Federico Pistone (Polaris 2008)

Abituati come siamo ai rimedi della nonna, quelli che non servono a niente ma almeno non fanno male, non possiamo che tremare di fronte a questi consigli della medicina popolare mongola, pubblicati dal Mongol Messenger, settimanale di Ulaanbaatar. Una volta tanto: alla larga dalla saggezza popolare, viva la cara vecchia nonna! Almeno lei non ci costringeva a bere pipì per far passar la febbre o a ingoiare un occhio di mucca per un attacco di itterizia.

Bambini insonni per la paura: poni dei grossi cristalli di sale sulle braci del focolare. Quando li senti scoppiettare appèndici sopra il bambino. Se questo ti sembra un po’ rischioso… allora con la fuliggine presa dal fondo di una padella prova a disegnargli dei segni sulla fronte.

Braccio/dito rotto: lucida vigorosamente l’interno di un braccialetto o di un anello di rame e indossalo sull’osso rotto, per almeno due ore.

Cicatrici: strofinale leggermente con una goccia di urina animale o umana, per diversi giorni.

Diabete: ingerisci rame polverizzato.

Donna con il torcicollo: inginocchiati di fronte ad un uomo di bell’aspetto e inchina la testa sul suo ginocchio. Il dolore sparirà nell’arco di 24 ore.

Febbre: beviti una mezza scodella di urina calda proveniente da una mucca bruno-rossiccia.

Ginocchia o caviglie doloranti: immergili in tè forte e salato.

Itterizia: Ingoia il bulbo oculare di una mucca.

Mal di denti, di occhi o di orecchie: versa una goccia di urina animale sul dente dolente.

Mal di gola: aspira l’aria attraverso un tubo di rame, per due o tre giorni.

Orzaiolo: tocca l’occhio dolente col ginocchio della parte opposta, per sette volte.

Pazzìa: Bevi mezza tazza di urina calda, preferibilmente di volpe. Se ti sembra un po’ difficile da digerire (anche se sei pazzo) allora prova a macellare un gufo, un falco, un orso,una tigre, una volpe o una lince, fai bollire questa carne e mangiala subito. Un altro metodo consiste nel tagliare una ciocca di peli dall’ascella di un’essere umano o dal sottocoda di un orso e quindi bruciarla. Raccoglierne la cenere, miscelare con acqua e bere il tutto. Se le verruche sono grosse, sfregale con un vecchio e sporco osso di animale.

Polmonite infantile: avvolgi il petto del bambino con una fasciatura intrisa di vodka.

Pressione alta: accarezza ogni giorno la schiena di un gatto e poi mangia due spicchi d’aglio. Un rimedio più rapido consiste nel mettere della Pastinaca sativa (un’erba) oppure carne cruda di montone sulla pianta dei piedi, tenendola in loco per otto ore.

Spasmi nervosi: raccogli nella vastità della steppa le ossa rinsecchite di vecchi animali, falle bollire e mettile nell’acqua del bagno. Immergiti ogni giorno in questa mistura, per sette giorni.

Stitichezza: ingerisci mezza tazza di urina tiepida.
Tubercolosi: bevi abbondanti razioni di airag, fermentato dal latte di una giumenta bianca.
Verruche: Annoda un filo di cotone rosso intorno alla verruca, poi rimuovilo delicatamente e appendilo al cardine di una porta. Dopo alcuni giorni la verruca sarà sparita.