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EMANUELA BUGGIO

La terra dove la realtà e il sogno si confondono

Poco importa che io fossi solo o no, quello che conta è ciò che ricordo: ho davanti agli occhi immense distese dove lo sguardo si perde, cieli di un azzurro che mai avrei creduto fosse possibile ammirare e, mentre cammino calpestando questo suolo dove ogni passo si posa su sassi coloratissimi, su minuscole piante ogni volta diverse, il vento caldo mi accarezza la pelle che i vestiti leggeri non coprono.

Lungo tutto il cammino ho incontrato la vita con sembianze di cavalli, cammelli, pecore, capre, aquile, falchi e marmotte.

Dal nulla apparivano gli uomini, diversi da me nell’aspetto ma soprattutto nel cuore.

Ogni loro gesto era poesia, ogni atto rivoltomi esprimeva generosità nell’offrire quello che con tanta fatica avevano ricavato dalla vita che lungo il cammino avevo visto.

Nel loro volto bruciato dal sole c’era sempre un sorriso, non capivo la loro lingua, ma sapevo che loro comprendevano il mio stupore.

In quelle mani di bambini non c’era nulla, ma nei loro bellissimi visi c’era tanta curiosità per quello straniero tanto diverso da loro; le loro mani vuote erano pronte a raccogliere quel poco che avevo da offrire e quel meraviglioso sorriso appariva così appagante!

Questo mio grande sogno aveva ed ha un nome: Mongolia!

.Emanuela Buggio