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MARCO SCICCHITANO

Un anno fa avevamo scritto a mongolia.it per descrivere l'idea mia e di altre 3 amici di intraprendere un viaggio in auto dall'Italia alla Mongolia con il nostro Gengis Van Team. La piccola grande impresa è stata portata a termine con successo, e, dopo alcuni mesi necessari per recuperare le forze e mettere in ordine il materiale, abbiamo organizzato un evento che conclude questa esperienza durante il quale il nostro fotografo Lorenzo Monacelli ha illustrato i paesaggi che abbiamo attraversato.
Questa però non è l'unica idea alla base dell'evento. Entrati in Mongolia infatti siamo stati ospitati da una famiglia a Tsagaannuur. Oltre alla loro incredibile ospitalità ci colpii la più piccola della famiglia, una bambina di appena 3 anni di nome Mariam. La piccola purtroppo ha subito una brutta ustione alle mani che, cicatrizzandosi, le si sono chiuse intrappolandole le dita.
Abbiamo preso molto a cuore la sua storia e una volta tornati abbiamo deciso di aiutarla a pagare l'operazione di cui ha bisogno. I proventi dell'evento infatti saranno mandati direttamente alla sua famiglia.
Il libro "Mongolia, l'ultimo paradiso dei nomadi guerrieri" (di Federico Pistone, edizione Polaris) ci ha guidati all'interno del territorio mongolo e ha avuto una grande importanza per il nostro viaggio.

La nascita di Gengis Van
Gengis Van è il nome del team formato da quattro venticinquenni in cerca di avventura: Manlio, Luca, Lorenzo e Marco. Formatosi nell’ottobre del 2014, spalleggiato e sostenuto da una nutrita schiera di amici, conoscenti e simpatizzanti, ha lavorato per 10 lunghi mesi con l’obiettivo di prendere parte ad un’impresa epica… il Mongolia Charity Rally, una corsa automobilistica non competitiva organizzata dalla Onlus inglese Go Help. Le regole sono poche e semplici: ogni team deve raccogliere almeno 1300 € da destinare ad un progetto di Go Help, deve munirsi di un veicolo con determinate caratteristiche da donare all’arrivo, e infine partire alla volta di Ulan Bator, capitale della Mongolia. L’itinerario è libero, l’unico imperativo è giungere a destinazione tra l’inizio di agosto e la fine di settembre. Lo scopo dell’iniziativa è intuibilmente benefico: grazie alla nutrita partecipazione di team da tutto il mondo, Go Help riesce infatti a trasferire in Mongolia veicoli utili alla comunità locale nelle scuole (scuola-bus e pulmini), negli ospedali (ambulanze) o nelle normali attività lavorative (furgoni e pick-up), finanziando al contempo i propri progetti in ambito sanitario e di istruzione. Il Gengis Van Team ha preso parte all’ultima edizione contribuendo all’acquisto di un lotto di terreno nella periferia di Ulan Bator dove sorgerà la seconda Book House di Go Help, un luogo di apprendimento e di svago per i bambini nonché un punto di incontro e di confronto per gli adulti.

L’organizzazione
La scelta dell’itinerario, la ricerca della macchina e la raccolta dei fondi hanno tenuto occupati i membri del Gengis Van Team dalla prima metà di ottobre fino ad un minuto prima della partenza. Grazie a una campagna di fund rising, ad una generosa sponsorizzazione (Whoosnap s.r.l.) e soprattutto a svariati eventi in diversi luoghi della capitale che hanno coinvolto gruppi musicali, dj, un collettivo teatrale e un nutrito seguito di amici e simpatizzanti, sono stati messi insieme più di 19.000 €. Di questi, 10.000 euro, frutto di donazioni, sono stati destinati alle spese relative all’acquisto ed al trasferimento del mezzo nonché alla donazione per Go Help, e i restanti 9.000, sono stati messi dai componenti del team per coprire le spese di viaggio personali.

Il viaggio in pillole
40 giorni. Partenza da Roma il 3 agosto – Arrivo a Ulan Bator il 6 settembre – Ritorno a Roma 11 settembre
11 Paesi attraversati (di cui alcuni 2 volte). Nell’ordine: Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Russia, Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgykistan, di nuovo Kazakhstan, ancora Russia e infine Mongolia.
36 località visitate. Nell’ordine: Zagabria (Croazia), Belgrado (Serbia), Guka (Serbia), Svilengrad (Bulgaria), Istanbul (Turchia), Goreme (Turchia), Ihlara Valley (Turchia), Maçka (Turchia), Sumela Monastery (Turchia), Trabson (Turchia), Batumi (Georgia), Tibilisi (Georgia), Stepantsminda (Georgia), Stavropol (Russia), Astrakhan (Russia), Atyrau (Kazakhstan), Beyneu (Kazakhstan), Kungirot (Uzbekistan), Bukara (Uzbekistan), Samarcanda (Uzbekistan), Namangan (Uzbekistan), Toktogul (Kirghizistan), Lago Ysyk Kol (Kirghizistan), Caryn Canyon (Kazakhstan), Torkent (Kazakhstan), Ayagoz (Kazakhstan), Rubtsovsk (Russia), Onguday (Russia), Koš-Aga─Ź (Russia), Tsagaannuur (Mongolia), Ulaangom (Mongolia), Numrug (Mongolia),  Moron (Mongolia), Ulan Bator (Mongolia), Amarbayasgalant Monastery (Mongolia), Kara Korum (Mongolia), Ulan Bator (Mongolia).
16.000 chilometri percorsi.
790 litri di carburante consumati.
1.300 € donati per la costruzione della seconda Book House, più una scatola di medicinali, qualche maglietta e varie attrezzature.
Un Pick-up TATA Telcoline 2000cc anno 2006 consegnato in perfette condizioni.

Missione compiuta
L’11 settembre 2015, dopo un viaggio in auto di 40 giorni da Roma (Italia) ad Ulan Bator (Mongolia), i quattro componenti del Gengis Van, unico team italiano dell’edizione 2015 del Mongolia Charity Rally, hanno fatto ritorno a casa dopo aver portato a termine tutti gli obiettivi di quest’impresa organizzata dalla onlus inglese Go Help:
-       1.300€ donati per contribuire all’acquisto del lotto di terreno dove sorgerà la seconda Book House di Ulan Bator; un luogo di apprendimento e di svago per i bambini nonché un punto di incontro e di confronto per gli adulti;
-       Un pick-up TATA Telcoline 2000cc anno 2006 portato in Mongolia in perfette condizioni per essere donato alla popolazione locale.

Per leggere il blog ufficiale del viaggio:  http://www.gengisvan.com/blog/