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ILARIA DI GIGLIO

I colori, meravigliosi, sono stati i veri protagonisti del nostro viaggio.
Ho definito la Mongolia una terra libera e bella: é stata una definizione immediata, impulsiva ma, riflettendoci, se mi venisse chiesto di descrivere tutti i luoghi del mondo che ho visitato con un aggettivo, alla Mongolia spetterebbe senza ombra di dubbio quello di "libera".
È una terra che, più di tutte quelle che ho visitato, sento libera... Libera non soltanto per i suoi spazi immensi ed i suoi silenzi, che regalano quello straordinario senso di pace e libertà.
Libera perché, pur conservando antiche tradizioni, come ricevere qualcosa soltanto con la mano destra o condividere simbolicamente le offerte con il cielo, i defunti e i vivi, i mongoli sono meravigliosamente aperti al "diverso", a ciò che è altro da loro e dalle loro tradizioni. Allo stesso modo la religione, che pur è presente e sentita, non é così forte e condizionante come in altre realtà.
Dicono i buddhisti che bisognerebbe avere una mente equanime  e non giudicante Beh, credo che i mongoli abbiano raggiunto questa condizione... e, per quanto credano nel karma, nel samsara, non ne sono condizionati
L'impressione che ho avuto é che la loro spiritualità vada oltre i templi e le religioni ma che abbia un respiro molto più ampio.
Ampio come le loro sconfinate terre. La loro religione é nella maestosità della natura che li circonda, che li nutre, li protegge, li riscalda.
E, come si mescolano sapientemente i colori, così come si mescolano praterie, steppe, deserti, così si mescolano ed integrano etnie diverse, religioni diverse, nomadi e stanziali.
La sensazione che mi ha regalato tutto questo é di grande libertà.
Questo mi porterò nel cuore.