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OLGA BASSO

Ero in un altro deserto quando una compagna di viaggio mi ha raccontato la sua esperienza in Mongolia e in quel preciso istante mi sono resa conto che non avevo mai preso in considerazione la possibilità di esplorare questa terra.
Mi sembrava un mondo lontano, dimenticato da Dio.
Ho passato i mesi successivi ad informarmi, a leggere e a riscoprire la storia di un popolo guerriero che già nei banchi di scuola mi aveva affascinato e t estardamente mi convincevo sempre più che non potevo mancare al mio appuntamento con la Mongolia.
Così sono partita piena di emozioni e di aspettative, sentendo in cuor mio che non sarei stata delusa...e così è stato... anzi di più!
Mi rammarica il fatto che quando qualcuno mi chiede di raccontare ciò ho visto, cosa ho provato, perché mi sia piaciuto così tanto questo viaggio, non sappia ancora oggi trovare gli aggettivi giusti.
E' l'immenso, è la serenità, è la semplicità, è natura pura al 100%, ma è ancora molto di più e lo sa solo chi ci è stato.
Sono i sorrisi dei bambini che ricambiano parole che non serve pronunciare, sono i gesti di altruismo che vengono spontanei, sono gli sguardi mesti delle donne anziane che hanno i segni nel volto di una vita dura ma dignitosa, sono gli immensi spazi che ti fanno martellare in testa versi di poesie che solo qui hanno un senso, sono gli uomini a cavallo o su una moto sgangherata che attraversano distese colorate come padroni del tempo, sono le mamme con isecchi di latte appeno munto che ritornano alla loro gher, sono i tramonti e l e albe che qui hanno una dimensione diversa, sono le rocce con forme strane che raccontano storie antiche e mai dimenticate, sono le alte dune di un deserto che sembra messo lì per completare un'opera, sono le cose semplici che riscopri di apprezzare perchè le avevi dimenticate, sono i disagi che non ti pesano perchè c'è ben altro a cui pensare e poi capisci che Dio questo mondo non l'ha dimenticato affatto, ma forse vive proprio qui...
Qui dove banconote, offerte e sciarpe azzurre svolazzanti completano i grossi cumuli di sassi votivi che incontri ovunque lungo ilpercorso, tanto che ti ritrovi a cercarli con lo sguardo,quasi come un segnale rassicurante.
...e poi i monasteri e le città antiche che hanno saputo affrontare le avversità della natura,del tempo e degli uomini, e poi gli Stupa bianco candido come un miraggio sopra le colline, le allegre ruote di preghiera che mani veloci efiduciose fanno girare una dopo l'altra accompagnandole con silenziose
preghiere..e poi ..e poi tanto e tanto ancorache ho visto, sentito e vissuto
e tanto ancora da vedere, provare, sentire.
Ecco perchè in Mongolia conto di ritornare.
Olga