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30 marzo 2023 PRIMO PIANO

Trovato il «Piccolo Buddha della Mongolia»

Appartiene a una delle famiglie più in vista della Mongolia, ma ha passaporto statunitense ed è stato riconosciuto dal Dalai Lama (foto), leader spirituale del buddismo tibetano, come la decima reincarnazione di Khalkha Jetsun Dhampa Rinpoche, che è guida spirituale in Mongolia ed è considerato la terza autorità del buddismo tibetano. Messe tutte insieme queste caratteristiche non possono che far infuriare la Cina e il riconoscimento sembra avere valore politico prima ancora che religioso. A raccontare della scelta è la stampa indiana che ha spiegato della cerimonia avvenuta a metà febbraio nel monastero di Gandantegchinlen Khiid a Ulan Bator, in Mongolia. Dopo è venuta quella dell’8 marzo con il Dalai Lama a Dharamshala, nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh. Il prescelto è uno dei due gemelli di otto anni di una delle famiglie più importanti a livello politico e commerciale in Mongolia. Sono figli un professore dell’Università nazionale mongola, Altannar Chinchuluun e la madre, Monkhnasan Narmandakh, è amministratrice delegata di un gruppo industriale. Il Jetsun Dampa Kalkha Hutuktu appartiene alla linea di reincarnazioni a capo della scuola Gelug in Mongolia che fino alla rivoluzione comunista degli anni Venti del secolo scorso svolgeva anche un ruolo politico analogo a quello del Dalai Lama in Tibet. La Mongolia teme una reazione cinese che, per il Tibet, rivendica il diritto di nominare direttamente i leader del buddismo. Pechino, nel 1995, quando il Dalai Lama nominò un Panchen Lama, prese in custodia il bimbo di 6 anni e lo sostituì con un altro. La paura è che accada una cosa simile o che si creino problemi fra Ulan Bator e Pechino che già aveva condannato una visita del Dalai Lama nel Paese. La geopolitica va a braccetto con la religione in queste questioni. In Mongolia deve passare il gasdotto Power of Siberia 2 fra Cina e Russia. In India poi, dove è ospitato il Dalai Lama e dove ha incontrato il bambino, c'è sempre il timore di un irrigidimento dei rapporti già tesi con Pechino. Da sempre la questione tibetana è tema di conflitto fra India e Cina. L'India ospita il governo tibetano in esilio che non è riconosciuto da Pechino. Per il governo cinese l'attuale Dalai Lama è «un esule politico travestito da figura religiosa che da tempo è impegnato in attività separatiste anti-cinesi». Al netto delle questioni politiche la vicenda non può non riportare alla mente il film di Bernardo Bertolucci Piccolo Buddha in cui si racconta la storia di un bambino americano individuato, insieme ad altri, come possibile reincarnazione di uno dei maestri del Dalai Lama. Il capo spirituale tibetano entrò per la prima volta in un cinema per vedere questo film alla prima a Parigi nel 1993. (testo Chiara Pizzimenti – Vanity Fair)