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9 settembre 2026 PRIMO PIANO

Vertice a Ulaanbaatar sulla desertificazione

Da Corriere.it: Si sono aperti a Ulaanbaatar, in Mongolia, i lavori della diciassettesima sessione della Conferenza delle parti (Cop17) della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (Unccd), incentrati sul tema «Recuperare i suoli. Ristabilire la speranza». All'incontro - incentrato su una sfida urgente per il nostro Pianeta - hanno partecipato i delegati di 197 Paesi, insieme ai rappresentanti della società civile, della comunità scientifica, dei popoli autoctoni e degli agricoltori. «La terra è la nostra infrastruttura più vitale poiché garantisce sicurezza alimentare, accesso all’acqua, mezzi di sussistenza e stabilità», spiega Yasmine Fouad, segretaria esecutiva dell’Unccd. «Dobbiamo restaurare le terre per restaurare la speranza - ha aggiunto -. Non si tratta solo di una questione ambientale, ma di una priorità per lo sviluppo e per la resilienza. Di fronte all'intensificarsi della siccità e all'accelerazione del degrado delle terre, occorre promuovere soluzioni concrete e realizzabili». La Cop17 punta «a riconoscere che la restaurazione delle terre come essenziale per ridurre l’instabilità economica, prevenire le migrazioni e rafforzare la sicurezza umana e nazionale nelle regioni vulnerabili». Secondo i dati dell'Uncdd, oltre il 40% delle terre emerse del pianeta risulta oggi colpito dal degrado del suolo, mettendo a rischio la vita e le risorse di miliardi di persone e riducendo la produttività biologica ed economica delle aree aride e semiaride. Con il rischio che entro il 2050 siano 700 milioni le persone che potrebbero migrare per colpa della desertificazione. Significativo che a ospitare la conferenza sia la Mongolia, tra i Paesi al mondo più colpiti da questa emergenza con quasi il 77% del suo immenso territorio (1,56 milioni di chilometri quadrati) che risulta già degradato. Nel corso della Conferenza saranno affrontate anche le sinergie con le altre Convenzioni di Rio sui cambiamenti climatici (Unfccc) e sulla biodiversità (Cbd), il rapporto tra degrado del suolo e migrazioni, i regimi fondiari, il ruolo del settore privato, le conoscenze scientifiche e il rapporto tra scienza e decisione politica, oltre che considerate decisioni relative al contributo delle donne, al ruolo e alle modalità di partecipazione delle organizzazioni non governative. La Cop17 si è conclusa senza un accordo vincolante o un'intesa globale specifica sul contrasto alla siccità, confermando le difficoltà di trovare convergenze sul tema già emerse in passato. Tra gli esiti positivi l'annuncio di un pacchetto da 1,3 miliardi per 23 progetti, e la creazione della prima piattaforma di finanziamento globale al mondo dedicata alla resilienza alla siccità, con l'obiettivo di mobilitare fino a 400 milioni di dollari per aiutare i Paesi a passare da un approccio reattivo a una preparazione proattiva.