ULAANBAATAR WEATHER
29 settembre 2026 PRIMO PIANO

Torino e Mongolia più vicine: accordo a Palazzo Carignano

Si rafforza l’asse di cooperazione internazionale tra la Città di Torino e Kharkhorin: nella Sala Cortile di Palazzo Carignano è stata firmata la Lettera d’Intenti che prelude al rinnovo dell’Accordo di Collaborazione tra le due città. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, il governatore Bat-Erdene Byamba, il presidente del Consiglio comunale Nendaram Perleibaatar e il cardinale Giorgio Marengo, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar. Per Lo Russo la firma rappresenta il consolidamento di un percorso già avviato. «Non si tratta dell’inizio di una nuova collaborazione, ma della formalizzazione di un rapporto già esistente, forte e duraturo», ha dichiarato, ricordando il lavoro dell’Università di Torino e delle istituzioni cittadine impegnate da anni in Mongolia. Il sindaco ha aggiunto che l’auspicio è quello di trasformare questa collaborazione in «un patrimonio stabile e condiviso per la città». La firma si è svolta nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, manifestazione che ha portato a Torino delegazioni provenienti da 120 Paesi; in questo contesto Lo Russo ha ribadito il valore della cooperazione e del dialogo tra popoli, sottolineando «l’importanza dell’incontro tra culture come elemento di arricchimento comune». Grande soddisfazione anche da parte del governatore Bat-Erdene Byamba, che ha definito il rinnovo dell’intesa una «preziosa amicizia» tra due comunità unite da profondi legami storici e geografici. «Condividiamo una storia importante come prime capitali dei nostri rispettivi Paesi», ha affermato, spiegando la volontà di ampliare la collaborazione nei settori del turismo e della formazione. Nel suo intervento il cardinale Giorgio Marengo ha ricordato il forte legame personale con Kharkhorin e ha ringraziato Torino per aver rilanciato questo percorso di cooperazione; ha inoltre evidenziato il lavoro del Centro Scavi dell’Università degli Studi di Torino, che ha ottenuto il permesso di svolgere ricerche archeologiche nei pressi della città mongola, portando alla luce un importante insediamento del XIII secolo. Le radici della collaborazione risalgono all’impegno dei Missionari della Consolata, culminato nel primo Patto di collaborazione del 2016; il nuovo accordo punta ora a sviluppare progetti nei campi della cultura, del turismo, della formazione storico-archeologica e del dialogo interreligioso. (fonte torinocronaca.it)